Si (ri)comincia!

Salve, sono Troy McLure Alberto aka Gherardo Psicopompo! Forse vi ricorderete di me per blog come “Draghi d’Ottone e Nani con la Scopa”, o per sporadiche apparizioni su lidi decisamente più seri. O forse anche no, ma non importa. Ciò che conta è che questo è il primo, mi auguro di una lunga serie, post di questo nuovo blog: “…e alla fine arriva Godzilla”, di cui al momento vado molto orgoglioso.godzilla-vector

Tutto nasce dalla voglia di ricominciare a scrivere, magari all’inizio in modo sporadico ma con il dichiarato intento di recuperare un po’ di regolarità, nonostante il lavoro, la famiglia, il tempo che apparentemente non esiste e così via. Sono mesi che mi tormento nell’indecisione, e anche se questo post potrebbe sembrarvi il prototipo perfetto di un articolo di sticazzi.it, per me significa molto. Dopo decine di “post di prova” scritti e poi scartati, di blog aperti (in modalità privata) e poi cancellati, di layout buttati nel secchio alla ricerca di una “perfezione” grafica da me irraggiungibile (a proposito, l’header non fa così cagare, vero?), la bestiola è venuta alla luce. Mi sono detto che se non avessi cominciato prima del mio 31esimo compleanno (che è praticamente tra due settimane), probabilmente avrei definitivamente rinunciato.

Dunque, il nome, ecco. “…e alla fine arriva Godzilla” nasce da una chiacchierata con una mia amica pedante e indecisa almeno quanto me, un’amica che spero di presentarvi presto perché è invitata a far parte della cricca di co-autori che vorrei partecipassero con me a questa avventura, a questa cosa rumorosa, allegra e colorata tipo una carovana di menestrelli e zingari e circensi di quelle da romanzo d’appendice, che fanno bonariamente caciara e raccontano storie e ridono (e magari piccoli furti e rapimenti e risse, ma di questo adesso non parliamone), consapevoli che alla fine arriverà Godzilla a mettere un punto definitivo, quindi tanto vale farsi due risate finché si può.
Dicevo, Godzilla.
Questa mia amica, insomma, vorrebbe scrivere. E si tormenta, si crogiola nel suo intellettuale immobilismo: fa cose, vede gente, pensa, riflette e poi non fa mai una cippa (Dai, lo sai che ti voglio bene. :* ). Poi lei scriverebbe pure bene, solo che è una fan di D’Avenia. Alessandro D’Avenia, capite? Che come professore è fortissimo, è un ottimo comunicatore, ma te prego, Leopardi & le storie d’amore, la roscia & io che ci-amiamo-tanto-ma-lei-è-malata-e-poi-mi-accorgo-dell’amore-con-migliore-amica… Dai, vojo mori’. Dunque qualche tempo fa si scherzava e si discuteva sul suo essere così terribilmente mainstream e io le ho detto

“Cavolo, ma non ti rendi conto di come tutti questi spezzatini di palle che leggi potrebbero essere incredibilmente migliori grazie all’aggiunta di un solo, unico personaggio?”

E lei “Che personaggio?”

“Godzilla!”

Lei sconvolta. (cit.)

“Ma sì”, faccio io, “immagina quanto sarebbe tutto più esilarante, meravigliosamente spiazzante e nonsense se, alla fine di tribolazioni e pippe mentali varie, arrivasse il mostro gigante!”

Un Godzilla che calpesta la clinica alla Occhi del Cuore dove si sono ambientate pagine e pagine (o stagioni e stagioni eh) di inutili tira-e-molla amorosi.
Un Godzilla che arriva a metà del pippone conclusivo del testimone di nozze che in realtà ha sempre amato la sposa, tranciandolo a metà con un morso.
Un Godzilla che, nella sua devastante e inarrestabile marcia, riduce a cumuli di macerie tutti i paesini (immaginari e non) dove commissari di Polizia, Carabinieri, Finanza, Forestale, Digos, Antidroga e poi parroci, farmacisti, baristi, bottegai risolvono in continuazione i più improbabili delitti.

“Perché la verità, dottor Franzulli, è che la signorina Monia non è affatto la sua segretaria, come ci ha fatto credere per tutti questi mesi, ma la figlia segreta avuta dalla marchesa Bavazzi! La stessa marchesa che…”
Il racconto di frate Norberto venne interrotto dall’assordante frastuono che si accompagnò allo sbriciolarsi del tetto della canonica di Borgofrantoio, dal crollo di travi e lastroni di ardesia, dall’esplosione dei vetri colorati delle finestre fintomedievali quando il colossale piede di quel rettile di cinquanta metri calpestò l’edificio, cancellando di colpo ogni traccia e ogni ricordo di quella improbabile riunione.

Oh, secondo me funzionerebbe.
Benvenuti, e buona lettura!

2 pensieri su “Si (ri)comincia!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...